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Un ringraziamento a tutti i neuroni che sono venuti a trovarci per *loading* volte

 
martedì, 22 agosto 2006

Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro.

(Groucho Marx)

Non lo so...

Io ve lo propongo lo stesso...

Aereoporto. Cosa può fare MrMax per ammazzare l’attesa di un volo che non ne vuol sapere di partire? Sbircia nell’edicola per scoprire se conosce tutti i titoli dei libri esposti.

La doverosa premessa è che come sempre mi sono riempito la valigia con il corrispettivo cartaceo della Treccani. Metti caso che mi finisce un libro, che faccio in spiaggia? Mi rosolo al sole e basta? Portiamone tre! In fondo ho ben due settimane e una sarà quasi sicuramente dedicata ai vari tour, quindi il tempo per leggere si riduce a circa 6 giorni.

Quindi ricapitolando: tre libri, due settimane di ferie di cui una effettiva di lettura... devo leggere un libro ogni due giorni. Considerando che li ho presi di circa 400 pagine l’uno fatevi voi un po’ due conti.

Perchè allora ho deciso all’improvviso di prendere in edicola il quarto libro?????

Porca miseria. Potevo lasciare a casa i costumi direttamente e portarmi un trolley solo per i libri.

Fatto sta che l’ho visto, ho letto la quarta di copertina e l’ho preso.

Il mio dubbio è strano.

Ho deciso di prendere un libro di altre 400 pagine in inglese...

Cioè, uno deve avere a che fare con l’anglofona lingua tutto il giorno in ufficio, almeno nelle vacanze non potrebbe passare all’italiano?

Figuriamoci. Dovevo tenermi in allenamento.

Il libro mi è piaciuto anche se non è del tutto il mio genere. Mi ha appassionato per buona parte. Ci sono ovviamente stati dei cali nella tensione e nella narrazione verso la metà del libro per un espediente che l’autore ha utilizzato per riepilogare dei fatti del passato.

Un espediente che non approvo, ma il libro è suo, mica potevo protestare.

A parte questo è bello, scorrevole, con l’utilizzo di un comprimario che mi ha fatto sbellicare dal ridere in più di un occasione.

...................

Mi sono accorto ora di essermi scordato di dire di che libro sto parlando....

In inglese: The shadow of the wind di Carlos Ruiz Zafón.

In italiano: L’ombra del vento stranamente sempre di Carlos Ruiz Zafón.

La storia si dipana per circa dieci anni di vita di un ragazzo che scopre un libro “maledetto”. Da qui tra atmosfere horror, sentimentali, poliziesche, storiche, gotiche il romanzo prende a narrare una storia nella storia sullo sfondo di una Barcellona a cavallo tra gli eccessivi splendori e il dopoguerra.

Davvero, leggetelo se non l’avete già fatto. Potrebbe piacervi.

Signore & Signori venghino a leggere lo scritto di: MrMax delle 15:03 | link | commenti (4) |
neuro recensioni

lunedì, 21 agosto 2006

Se Cristoforo Colombo fu così felice di vedere degli alberi dopo tanto navigare, figuratevi il suo cane.

(Boris Makaresko)

Vi è mai capitato di cercare un cartello stradale e di non trovarlo?

Vi è mai capitato di sapere di per certo che la strada è giusta (c’è solo quella), poi vedere un bivio e scoprire che la tua destinazione è a destra e ANCHE a sinistra?

Vi è mai capitato di seguire finalmente il cartello, il cartello dopo, quello dopo ancora e poi...... perdere completamente di vista qualsiasi indicazione? Trovarvi sperduti in mezzo al nulla con la certezza che qualcuno vi sta prendendo per il sedere e sposta e mette cartelli ad minchiam solo per il gusto di farlo?

Vi è mai capitato di trovare le indicazioni stradali (quelle poche che riuscite a trovare) esattamente dietro un albero o dietro i rami foltissimi di un altro albero (l’unico non sfrondato) e accorgervi che c’era appunto un cartello quando ormai l’avete superato?

Vi è mai capitato di vedere all’ultimo un cartello nascosto piazzato nel CORTILE di una casa? Un cartello stradale, mica quello di un’indicazione qualsiasi!

No?

Allora non siete mai stati in Sicilia.

Quest’anno secondo me lo facevano apposta.

In più oggi mi sono fatto paura da solo...

Quando due settimane fa sono partito per le ferie ero una sorta di bravo automobilista che cerca rispettosamente di farsi valere nel traffico torinese.

Abbastanza disciplinato, senza correre eccessivamente, dando la precedenza a chi di dovere, qualche volta arrabbiandosi per la lentezza di questa macchina, con i classici scheletri nell’armadio di divieti di sosta multati e devo dire anche pagati.

Bene.... due settimane dopo torno a calpestare il suolo piemontese con la mia macchina e chi mi vedo al volante? Mr Hyde.

Giuro, mi sono spaventato.

Sorpassi a destra senza colpo ferire, le frecce un optional inutile, i semafori sono da passare solo se rossi, la precedenza è sempre e solo mia, i segnali di limite di velocità sono da intendersi come “limite minimo” sotto cui non scendere mai, ad uno stop ci si affianca alla macchina che già è ferma e la si supera a destra tagliandole la strada...

Un pericolo per me e per tutti.

Cosa sono diventato?

Una settimana di Sicilia, o meglio di guida alla siciliana, mi ha cambiato così tanto?

“Eh levati da ‘sta cavolo di corsia d’emergenza, cretino!!!!!!!!!!!!!! “

Signore & Signori venghino a leggere lo scritto di: MrMax delle 14:17 | link | commenti (4) |
neuro cronaca

martedì, 01 agosto 2006

Gli elementi più comuni nell'universo sono l'idrogeno e la stupidità.....

(Anonimo)

Donne.... Uomini.... Caffè.

Luogo: Macchinetta caffè.

Io piccolo essere di sesso maschile sono spesso in minoranza di fronte alla femminilità che forte emerge da cotal luogo.

Traducendo: 5 allegri esemplari di donna che prendono il caffè in pausa e io che per sfiga mi sono avvicinato alla macchinetta nello stesso istante.

Come fare per sopravvivere nell’attesa dell’arrivo dei propri compagni di merenda del tuo stesso sesso?

Opzione 1: fare finta di nulla e iniziare a leggere gli annunci che ci sono nella bacheca vicino alla macchinetta. Opzione stupida perchè le chiavi di quella bacheca le ho solo io, in quanto aggiorno i messaggi che ci sono appiccicati sopra. Leggere con fare interessato quello che io stesso ho scritto e poi pubblicato non mi sembra questa grossa idea.

Opzione 2: fare finta che mi squilli il cellulare. Con la chiamata silenziosa e anni da consumato attore può sembrare davvero che qualcuno mi abbia appena chiamato. A quel punto ci si può allontanare per non disturbare chi prende il caffè. Questa opzione non è molto credibile quando dimentichi l’apparecchio telefonico sulla scrivania dell’ufficio. Simulare una telefonata tenendo le dita a forma di telefono non regge più di tanto.

Opzione 3: farsi piccolo piccolo e accettare l’invito a prendere il caffè con loro.

Ora, questo più o meno è l’andazzo tipico della discussione.

A, B, C, D, E prendono il caffè, mentre MrMax ascolta girando le due bustine di zucchero nella sua tazzina.

- A dice a B che oggi la trova fantastica. Quel nuovo taglio di capelli le sta divinamente. B risponde che non ne è del tutto convinta (ma ovviamente non è vero). A chiede a MrMax un parere sull’argomento.

Uno spaesato MrMax nota che il suddetto cambio di look consiste nell’aver pettinato i capelli con una bomba a mano. La differenza dalla pettinatura precedente consiste solo nella potenza della bomba. Ora, la risposta giusta sarebbe: “in effetti fai un po’ meno paura di prima, ma proprio poco poco”.

Sempre il solito dubbioso MrMax si trova ad un bivio. Se dice che B stava meglio prima rischia il linciaggio in quanto B stessa è straconvinta di essere eccezionalmente più figa di prima, mentre se dice che sta meglio adesso rischia il linciaggio perchè si ricorda benissimo di aver avuto la stessa conversazione la settimana prima e di aver giurato e spergiurato l’esatto contrario.

- C dice a D che a casa il marito e i figli la stanno uccidendo. Lavora come una schiava in ufficio (ho le prove della falsità dell’accusa in quanto il suo ruolo consiste nel parlare al telefono di cazzi e mazzi per circa sei ore per poi concentrarsi quasi un’ora al caffè e passare l’ultima ora spostando gli impegni di oggi a domani perchè oggi non se la sente, ha già lavorato troppo).

D risponde che la capisce e che il suo secondo marito ha iniziato a lavare i piatti con la lavastoviglie fin dal primo giorno di matrimonio. Poi sorridendo scende la solita frase: “uomini, tutti uguali, in mente hanno solo una cosa e in casa non ti aiutano mai....” per poi ricordarsi della mia presenza e con un sorriso di circostanza ritrattare con: “intendevo uomini di una certa età. Quando ti sposerai potrai fare tesoro di questa cosa.”

Il solito attonito MrMax cerca di nascondere la fede che porta al dito per evitare ulteriori imbarazzanti silenzi o di contraddire le signore in questione.

- E nel frattempo ha seguito tutti i discorsi tra A e B e tra C e D, ma sentendosi tagliata fuori esordisce con una pietra miliare del non discorso al caffè.

“Avete letto l’oroscopo di oggi? Pensate che stamattina non volevo nemmeno venire al lavoro.  Branco alla radio ha detto che i nati nella terza decade possono trovare difficoltà sul posto di lavoro. Ha detto anche che la Luna è in bilancia. Ma vi rendete conto?”

A, B, C e D a questo punto si inalberano su discorsi altamente filosofici che spaziano dall’ascendente all’oroscopo cinese, per poi passare al fatto che il Capricorno quest’anno non poteva essere più fortunato. Lo zucchero di MrMax a questo punto è purtroppo completamente sciolto, ma il caffè è a temperatura lavica. Imbevibile. Improvvisamente A si volta verso MrMax. “Scusa, ma tu, di che segno sei?”

Ecco, finalmente l’hanno chiesto. La domanda che più mi interessava.... “di che segno sei?”. La risposta la so, ma quello che mi fa impazzire tutte le volte (infatti non è la prima volta che me lo chiedono) è la reazione di fronte alla mia risposta.

Le guardo... “GEMELLI”.....

Il silenzio scende improvviso.

Si guardano nemmeno avessi bestemmiato ad un concilio ecumenico.

B trova la scusa che è tardi, C coglie la palla al balzo e si ricorda che ha un lavoro da finire, AD la seguono, mentre E mi sorride in modo strano.

Allontanandosi le sento bisbigliare... “Gemelli. Doppia faccia, lunatico, mi sembrava un così bravo ragazzo.”

Nemmeno la faccia tosta di parlare più sottovoce....

Il caffè finalmente è bevibile.

Donne, pausa caffè. Un connubio di pensieri profondi.

Sorseggio la bevanda mentre finalmente arrivano i colleghi uomini. Il tempo a mia disposizione per la pausa è finito, ma mentre mi allontano e li saluto cerco di cogliere le sfumature nei loro discorsi. Sicuramente qualcosa di più concreto delle menate femminili.

“... oh, hai visto che tette che ha B. Oggi ha quel vestito che mi vien voglia di...”

“... ma figurati, nel calcio siamo tutti allenatori. Io quello lo metterei a zappare patate altro che a prendere il sole con la velina...”

“... devi sentire come scoreggio in stereofonia a casa. Mia moglie non ne può più...”

“... minchia, E se sente che la mattina l’oroscopo le dice che oggi il Sagittario è un amante focoso e tu le dici che sei un Sagittario quella è capace di prenderti e farti dimenticare come ti chiami a colpi di perizoma sulla schiena... minchia speriamo che oggi ci abbia letto che i Pesci ce l’hanno più lungo...“

Guardo sconsolato il gruppetto di uomini che si avvicinano alla macchinetta dando il cambio alle donne...

Nel 1859 un certo Darwin scrisse un saggio che si intitolava pressappoco così: On the origin of species by means of natural selection (Sull’origine delle specie attraverso la selezione naturale).

Si starà rivoltando nella tomba....

Signore & Signori venghino a leggere lo scritto di: MrMax delle 16:50 | link | commenti (4) |
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