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SULLA QUESTIONE STADI
E' da un po' di tempo che non scrivo su questo blog... e non è con la questione stadi di Torino che volevo riprendere a vergare il cyberspazio. Però il mondo va così... quindi parliamo di stadi.
Premessa. Ho spulciato quello che è leggibile (e comprensibile) relativamente alle delibere comunali e sull'edificabilità delle aree relative all'Olimpico e al delle Alpi. La situazione è articolata e complessa, come sempre in questi casi, spero di non aver frainteso alcune informazioni e quindi parto con le mie digressioni.
Storia. TORINO e l'altra squadra (quella che milita in serie B per capirci) avevano stretto un accordo con il Comune per diventare proprietari dei due stadi cittadini. Il TORINO con l'impegno di ricostruire l'attuale Olimpico (da usare per le Olimpiadi Invernali e poi come stadio della società) e i pigiami con l'impegno di ristrutturare il delle Alpi. Tutto bene (o quasi) fino ai problemi che hanno coinvolto le due società cittadine. Questo ha comportato il ridimensionamento dell'Olimpico (dovuto al fatto che i tempi erano brevi fino al giorno dell'inaugurazione delle Olimpiadi e che i costi per la città dovevano essere contenuti) e l'abbandono del delle Alpi. Abbandono fino ad un certo punto; la vecchia dirigenza a strisce aspettava il colpo (andato male) degli Europei (lo aspettava anche la nuova dirigenza in questo periodo, ma anche la vecchia ci aveva fatto un pensierino... Moggi&C. non erano proprio gli ultimi arrivati) per poter usufruire di agevolazioni e altro per la ricostruzione.
Risultato. Oggi abbiamo due stadi (e che stadi... signori!!!). Uno abbandonato da 70.000 posti in una zona comoda per parcheggi ed autostrade e con ampi spazi edificabili. Uno che non arriva a 30.000 posti (però è a norma Pisanu fin dal primo giorno del campionato) in centro, con pochi parcheggi, disagi di traffico da paura e quasi nulla di edificabile. La parte edificabile è un tema scottante, perché è quella che permette (sul modello inglese) di avere stadio + sede società + centro commerciale + cinema + ristornati + quello che passa per la testa del presidente la sera prima.
Di tutto questo, la parte più divertente è che ognuno spara cifre ed aree (Cairo, Chiamparino, KOBOLDO GIGLIO) in un tutti contro tutti ed è colpa dell'altro, della vecchia dirigenza, del vecchio sindaco (a no... quello è sempre lo stesso ^__^), del vecchio stadio (che doveva ristrutturarsi da solo).
Morale. Noi continuiamo a pagare i conti... e loro se ne fottono! Io trovo scorretto il comportamento di tutte le parti in causa. E che si cerchi di favorire uno al posto dell'altro. Gli stadi sono patrimonio del comune (ergo della città... quindi nostro) ed è lui che deve fare il prezzo di vendita, valutando tutto quello che può comportare (edificabilità, viabilità, etc.). Senza dimenticare che uno è un cesso da ricostruire e l'altro è da ingrandire...
Post Scriptum.... in tutto questo marasma non ho parlato volutamente del Filadelfia... (ringrazio Novelli per la dabbenaggine avuta a volerlo abbattere), perché quella è una questione che ho particolarmente a cuore e non merita poche righe nello schifo di oggi... dato che è una pagina di storia!
